La rabbia di Di Canio oscura Lazio-Inter (Cor Sera)
Squalificato per il saluto romano di Livorno. «Lo schifo continua, ricorrerò in Procura»
Stasera sarà Coppa Italia (diretta tv Raidue, alle 21), ma Lazio-Inter fa già discutere per molti altri motivi. E, per una volta, il ritorno del «nemico» Roberto Mancini passa in secondo piano.
LA SQUALIFICA - La Commissione Disciplinare ha squalificato per una partita Paolo Di Canio per il saluto romano rivolto alla curva laziale durante Livorno-Lazio dell´11 dicembre. Una sentenza tutto sommato prevista (l´attaccante dovrà anche pagare una multa di 10.000 euro), visto che Di Canio era già stato fermato per un turno dopo aver fatto lo stesso gesto in Lazio-Juve del 17 dicembre. La squalifica per Lazio-Juve è stata più celere perché segnalata direttamente al Giudice sportivo dall´Ufficio Indagini della Federcalcio; nel caso di Livorno, invece, il gesto era sfuggito all´arbitro e al quarto uomo.
La reazione di Di Canio, ai microfoni della trasmissione autogestita dagli Irriducibili a Radio Sei, è stata comunque veemente: «Un´altra ingiustizia è stata fatta. Lo schifo italiano continua con questa sentenza vergognosa. Vengo condannato per tenere buona l´opinione pubblica, ma farò appello alla Caf e presenterò un esposto alla Procura della Repubblica, perché la legge sportiva si adegui a quella ordinaria italiana. Si parla tanto di allontanare la politica dal calcio ma questa è una sentenza politica con una motivazione politica. In Italia non c´è democrazia. Mi hano ridotto la multa da 25.000 euro a 10.000? Se pensano di avermi dato un contentino, allora non mi conoscono proprio. La mia è una battaglia per la libertà, potevano farmi pagare anche 500.000 euro».
LA CONTESTAZIONE - Dopo lo sciopero del tifo di sabato sera, nella partita di campionato contro il Cagliari, la querelle tra il presidente Claudio Lotito e la curva Nord continua a surriscaldare l´ambiente. Lotito è tornato ieri, con parole forti, sull´argomento: «La Lazio è una società quotata in Borsa, chi vuole comprarla lanci un´Opa sul mercato e vedremo se riuscirà ad acquistarla, visto che io potrei rispondere con una contro-Opa. Queste sono le regole del mercato e io non permetterò altri sistemi. Certi atteggiamenti mi creano uno stato d´animo ancor più combattivo. Mi chiedo dove era questa gente il 19 luglio, quando ho preso una società sull´orlo del fallimento... La mia è una scommessa e la voglio portare a termine: non ho intenzione di vendere». La bordata arriva in fondo all´intervento in diretta su Radio Radio: «Sono stati pagati gli stipendi di dicembre. Siamo in perfetta regola e non è contento solo chi riceveva somme in maniera indebita».
La risposta della tifoseria organizzata non si è fatta aspettare ed è arrivata con un comunicato: «Gli Irriducibili e tutti i contestatori chiedono al presidente Claudio Lotito di fare nomi e cognomi, descrivendo circostanze che dimostrino un legame tra la protesta e l´estorsione da lui denunciata. Siamo i primi a chiedere che si faccia chiarezza su queste gravi accuse che possono nuocere alla Lazio e ai suoi tifosi».
IL MERCATO - Brusco lo stop nella trattativa tra Lazio e Inter per il passaggio in nerazzurro di Cesar e Simone Inzaghi. L´attaccante non interessa alla società milanese e anche per Cesar, che attualmente è infortunato, c´è stata una frenata. Il giocatore si svincolerà a giugno a zero euro e l´Inter non vuole spendere per suo ingaggio ma non vuole neppure offrire in cambio il giovane e promettente difensore Dellafiore, attualmente al Treviso. L´Inter, insomma, si sente con il coltello dalla parte del manico: per Cesar si potrebbe chiudere nelle ultime ore di mercato, ma alle condizioni di Moratti, oppure aspettare giugno. Significative le parole di Roberto Mancini: «Possiamo prenderlo a giugno a parametro zero, vedremo quello che succederà. Non credo che si possano spendere cifre particolari per un calciatore in scadenza di contratto».
Luca Valdiserri