" IO LAVORAVO , ALTRI SI DOPAVANO ! "
Gianfranco Zola commenta il processo-Juve: " Dispiace competere con certi giocatori che hanno usato sostanze proibite: è una vigliaccata incredibile".
MILANO, 1 dicembre 2004 - Non ha mai alzato la voce, nella sua carriera. Nemmeno quando il Parma lo sacrificò al rigore ancelottiano del 4-4-2 spedendolo senza tante cerimonie in Inghilterra, nemmeno quando Massimo Cellino ne fece una questione di soldi, quando si trattò di rinnovargli il contratto nella scorsa estate. Lo fa ora, e non per far valere i suoi interessi, ma in nome della verità. Perché Gianfranco Zola, 38 anni, capitano del Cagliari, è fatto così, puro e onesto come un ragazzino che non è disposto ad accettare il sopruso e l´arroganza dei prepotenti: " Dispiace competere con certi giocatori che hanno usato doping: è una vigliaccata incredibile. Ci sono rimasto male perché io ho lavorato duro per anni per essere al top fisicamente. Io e i miei compagni facevamo grossi sacrifici per migliorare e certo competere con giocatori che hanno usato doping dispiace: questa è stata una vigliaccata incredibile".
Un grido di dolore, il suo, prima ancora che una rabbiosa denuncia dell´altrui disonestà. Il giocatore sardo è il primo che irrompe dopo Zeman, e dopo i tanti " non ricordo" di illustri colleghi di pedata. Lui invece non ha dimenticato, nemmeno dopo la lunga esperienza inglese. E parla, urla la sua amarezza con un´autorevolezza rafforzata dai due titoli onorifici mietuti - grazie al calcio ma che dallo sport trascendono -, ovunque ha speso parte della sua vita. " The little magician" o " SuperFrank" sui campi da calcio inglesi, ma anche Cavaliere ufficiale dell´Ordine al merito della Repubblica Italiana e Membro onorario dell´Impero britannico, unico italiano a farne parte oltre a Frankie Dettori, nella vita.
Ma il giocatore sardo non è stato l´unico, oggi, a tornare sul processo per frode sportiva e somministrazione di farmaci che riguarda la Juventus. Dopo le dichiarazioni del presidente della Wada, l´agenzia mondiale antidoping, Dick Pound ( "se venisse dimostrato che ci sono stati casi doping, sarebbe giusto ritirare i trofei vinti"), anche il direttore generale David Howman, dice la sua: " Il dottore deve scontare la pena e non poteva fare questi ordinativi di medicinali da solo", ha dichiarato all´emittente radiofonica Rete Sport. Howman, dunque, ha ribadito il pensiero di Zdenek Zeman che domenica scorsa aveva dichiarato: " Non credo che Agricola si dopasse da solo, doveva dopare qualcuno e qualcuno doveva sapere perché si compravano tanti medicinali". Riguardo all´ipotesi di togliere alla Juve i titoli vinti nel periodo in questione, Howman spiega: " Noi non abbiamo giurisdizione circa il ritiro dei titoli, possiamo soltanto esprimere una nostra opinione ed è evidente che questo è un caso che suscita interesse, che ci sta a cuore: questo è uno scandalo di una gravità assoluta".
Nel pomeriggio, prima delle dichiarazioni di Zola, la Juventus si era detta convinta di poter arrivare all´assoluzione del medico sociale Riccardo Agricola ( condannato a 22 mesi in primo grado). A parlare è l´avvocato Trofino della Juve: " La sentenza di condanna al dottor Agricola deve essere controllata, si basa solo sulla perizia ipotetica del dott. D´Onofrio". Il riferimento è alle nuove tecniche d´analisi utilizzate per rintracciare eventuali anomalie nella somministrazione di farmaci ai giocatori della Juve: " L´osservazione effettuata su due giocatori in un momento di particolare affezione ospedaliera, come nel caso di Conte - ha spiegato Trofino - potrebbe non essere sufficiente per motivare la condanna di Agricola. Sono stati trovati 3 tipi di antidepressivi ma si tratta comunque di antidepressivi di bassissimo livello e utili anche come antiossidanti. Per questa ragione sono convinto che Agricola abbia agito correttamente e verrà fuori che la Juve non ha mai somministrato sostanze vietate".
Les grands joueurs disent toujours la verité , Gianfranco en est un . ..