La lunga giornata di Giraudo e Moggi, da Coverciano a Forte dei Marmi. Il d.g. bianconero: " Un ostacolo tecnico non c´è, c´è un ostacolo economico".
MILANO, 4 giugno 2004 - Christian Vieri piace, e su questo non c´è dubbio. Come giocatore, ma, ultimamente - e qui sta la novità -, anche come comunicatore. " Se dipende da me resto, decida l´Inter", queste le parole dell´attaccante. " Non ho alcun accordo con nessuno, ho due anni di contratto con l´Inter e se la società non ha intenzione di cedermi io resto. Sono loro che devono dirmi se vogliono che vada via. Io non ho mai chiesto di essere ceduto, ripeto: se la società non mi vuole vendere non vado da nessuna parte, nè alla Juve nè altrove. Se hanno intenzioni diverse mi devono chiamare. Non so cosa vogliono fare perché non ho sentito nessuno".
Queste le parole, pronunciate stamattina nel ritiro di Coverciano, che hanno sollevato unanimi consensi. E cioè tanto da parte nerazzurra che juventina. Parla Moratti: " Vieri ha dato risposte attente e intelligenti, per come lo conosco io". Al presidente nerazzurro fa eco il bianconero Moggi: " Apprezzo le dichiarazioni di Vieri, ci sono tre componenti in questa storia: la Juve, l´Inter e il giocatore. Noi stiamo zitti e chi tace acconsente, se tace anche l´Inter, e acconsente, allora siamo a posto. C´è un pour parler con l´Inter, un ostacolo tecnico non c´è, c´è un ostacolo economico". E qui sta il punto, che Giraudo e Moggi stanno tentando di superare, nel corso di un incontro con Moratti a Forte dei Marmi, dopo un pomeriggio trascorso a Coverciano.
" I problemi non si risolvono in 24 ore, ora me ne vado. Comunque oggi qui non ho incontrato Vieri. Tutto si vedrà nei prossimi giorni", queste le parole con cui il direttore generale bianconero aveva lasciato il ritiro della nazionale, dopo essersi fermato a colloquio con tutti gli juventini del gruppo azzurro e in particolare con Marco Di Vaio ( 27), la pedina di scambio con l´Inter per il trasferimento di Vieri. Facile pensare che ci sia stato un definitivo chiarimento al giocatore sulla sua situazione di mercato. Se in casa Italia i regolamenti vietano di sedersi intorno a un tavolo per trattative " private", la villa di Massimo Moratti, a pochi chilometri di distanza, è sede ideale per riprendere il discorso.
In realtà, Vieri e la Juventus sarebbero vicini all´accordo per ciò che riguarda tre elementi fondamentali: il sì dell´Inter, quello del giocatore e la contropartita tecnica, cioè Marco Di Vaio. Ma c´è una divisione ancora profonda tra Vieri e la Juventus sul piano dello stipendio. Il centravanti infatti, con i quattro anni di contratto che la Juventus gli propone, guadagnerebbe 14 milioni di euro entro il 2008, mentre con il contratto attuale dell´Inter arriverebbe a 16 in soli due anni. Per la Juventus, comunque, l´esborso di 3,5 milioni di euro netti all´anno per quattro anni ( premi e contratti pubblicitari a parte, naturalmente), costituisce già un sacrificio economico quasi massimo, visto che la stessa cifra è stata rifiutata a David Trezeguet, che ha cinque anni meno di Vieri e segna quanto lui. Una questione di coerenza, ma soprattutto una questione di bilancio, che dovrà garantire anche l´equilibrio di spesa finalizzato al reale rafforzamento della squadra. E il braccio di ferro continua.