Di Canio ironico: «Il Milan? E’ dietro» (Il Messaggero)
Di Canio scherza sul prossimo match: una partita facile
ROMA - Ha voluto regalare la maglia con cui ha festeggiato la centesima presenza in biancoceleste alla curva. Due assist-gol, giocate di fino, finte, una rete mancata di un soffio e una forma fisica invidiabile, da ragazzino. Paolo Di Canio ha messo la firma sulla vittoria con il Treviso mandando in porta prima Rocchi e poi Pandev. «Tommaso mi deve una cena e a Goran per tutta la gara ho ripetuto di scendere sempre su quella fascia che prima o poi l´occasione per incidere sarebbe arrivata. A Rocchi in ritiro sabato sera gli avevo promesso che se il mister mi avesse fatto giocare gli avrei dato la palla giusta. Sono tre punti fondamentali perché adesso dobbiamo affrontare un ciclo di gare terribile». Il rapporto con il capocannoniere della passata stagione laziale va molto al di là della semplice conoscenza. «In campo, dopo dieci minuti Rocchi mi diceva di avere le gambe gonfie ed in settimana correva come se avesse un frigorifero sulle spalle. Non ho potuto fare altro che cercare di tranquillizzarlo perché era inevitabile che si cominciassero a raccogliere i frutti di tanto lavoro».
Il numero nove cerca di guardare oltre la gara con il Treviso ed il secondo posto in classifica. Prima ci scherza su: «Per fortuna adesso abbiamo subito una partita facile, il Milan è sotto di noi in classifica, si chiuderà e non sarà facile trovare spazi...». (
) Prende fiato, sorride e diventa serio: «Questa Lazio se la può giocare con qualsiasi avversario. L´obiettivo è rimanere concentrati provando a distendersi in velocità. Ci vorrà la giusta cattiveria contro una squadra che ha grandissime individualità ma se dovesse arrivare un risultato positivo a San Siro sarebbe importantissimo».
Trentasette anni e tanta voglia di continuare a stupire. «Mi sento bene, sono in crescendo. Sono stati fondamentali gli ultimi due mesi di lavoro anche se con il Treviso non ho fatto molto di più rispetto a quello che avevo fatto a Cagliari. Magari saltano più agli occhi gli assist ma la cosa che conta sono solo i tre punti anche se è un peccato per quella palla che ho calciato fuori di dieci centimetri». A fine gara i gemelli Filippini gli hanno fatto i complimenti. Antonio era sorpreso di quanto corresse questo Di Canio. «Veramente correvo anche lo scorso anno. Detto da loro è un gran bel complimento. Devo aiutare i centrocampisti e andare a pressare il mediano avversario. Non è facile, soprattutto di fronte ad un Treviso che può far bene in questo campionato». Ha giocato facendo un doppio lavoro: punta e regista. Adesso però rientrerà in squadra Liverani. «Fabio è fondamentale per noi e sostanzialmente non cambierà molto. Delio Rossi vuole sempre che si giochi con il 4-4-2 e lui parte più da dietro». Il tecnico lo ha richiamato dopo pochi minuti del secondo tempo. Lui ci scherza. «Ha detto che avevo un problemino? Beh, si, mi si era indurito il flessore ma avevo fatto dei massaggi. Era giusto che uscissi io per Behrami, uno con il piglio giusto che deve sempre farsi trovare pronto». La chiusura è per il derby. «Il 23 ottobre è vicino, presto dovrò organizzare una cena a casa mia con i nuovi arrivati...».